Negli ultimi anni, molte aziende hanno iniziato a concentrarsi sul cosiddetto “upcycling alimentare”, una buona pratica che permette di ridurre considerevolmente lo spreco alimentare. Secondo le stime della FAO, ogni anno circa un terzo del cibo destinato al consumo umano viene sprecato oppure perso. Ciò ha ovviamente un impatto negativo sia sulle risorse naturali e sul clima, sia per quanto riguarda la sicurezza alimentare.
L’upcycling alimentare si basa sull’utilizzo di scarti alimentari per creare nuovi prodotti, alimentari o no, con un valore aggiunto rispetto alla loro destinazione originaria. Applicando i principi dell’economia circolare al cibo, l’upcycling alimentare contribuisce anche a promuovere una maggiore sostenibilità nella produzione alimentare. Per questo motivo diverse aziende si stanno impegnando a trasformare gli scarti di alcune produzioni alimentari in nuove opportunità.
Per esempio, ci sono aziende che utilizzano frutta e verdura che altrimenti sarebbero state scartate a causa di difetti di aspetto o eccessi di produzione. Altre recuperano il pane invenduto da ristoranti o dalla grande distribuzione e lo usano per produrre ottime birre artigianali, come vedremo più avanti. Altre ancora si concentrano sulla trasformazione dei sottoprodotti della produzione alimentare in farine e altri ingredienti per la cucina. Ci sono anche aziende, per esempio Loacker e Mutti, che convertono gli scarti delle proprie produzioni in combustibile per il riscaldamento.

Alle iniziative delle aziende si affiancano poi quelle di organizzazioni come Feedback, che realizzano campagne globali per sensibilizzare i consumatori sul problema dello spreco alimentare. Durante gli eventi della campagna “Feeding the 5000” lanciata da Feedback vengono preparati pasti gratuiti per 5000 persone utilizzando cibo che altrimenti sarebbe stato sprecato. Inoltre, “Feeding the 5000” propone workshop, dimostrazioni culinarie, giochi, mostre e performance artistiche per promuovere l’upcycling alimentare.
Il binomio birra e upcycling per ridurre lo spreco alimentare
Tra le aziende che praticano l’upcycling alimentare per ridurre lo spreco spicca la statunitense ReGrained, che si avvale di uno straordinario ingrediente denominato ReGrained SuperGrain+. Si tratta di un ingrediente ricavato dalle trebbie di birra, che sono il principale scarto di produzione nel processo di birrificazione. Ecco come i fondatori di ReGrained spiegano l’idea che sta alla base di questo modello di business innovativo e sostenibile.

«Tutto è iniziato al college, quando abbiamo imparato a fare la nostra birra. Ogni confezione da 6 che producevamo ci lasciava un chilo di cereali. Abbiamo buttato questi cereali nel cassonetto, finché non abbiamo iniziato a fare il pane con questo materiale saporito e nutriente. All’inizio il nostro obiettivo era quello di guadagnare abbastanza per produrre birra gratuitamente. Ben presto ci siamo resi conto che le possibilità erano molto più ampie.»
Attualmente il marchio produce una vasta gamma di prodotti con il suo ingrediente ReGrained SuperGrain+, tra cui miscele da forno, pasta e barrette energetiche. Il profilo nutrizionale di questi prodotti è molto elevato, poiché ReGrained SuperGrain+ è un alimento funzionale ricco di fibre prebiotiche, proteine e polifenoli. ReGrained sviluppa anche prodotti in co-branding, per esempio gli “Upcycled Strozzapreti” realizzati in collaborazione con l’azienda californiana Semolina Artisanal Pasta.

La britannica Toast Ale è invece una creazione del fondatore di Feedback, Tristram Stuart, in collaborazione con il birrificio Hackney di Londra. Si tratta di una birra prodotta con le eccedenze di pane, che è uno dei cibi più sprecati nel Regno Unito. Secondo il Rapporto relativo all’impatto nel 2022, Toast Ale ha contribuito al salvataggio di oltre 3 milioni di fette di pane in eccedenza. Inoltre, tutti i profitti derivanti dalla vendita sono devoluti a Feedback per promuovere un cambiamento in grado di risolvere i problemi nel sistema alimentare.
Fonti: www.toastale.com / www.regrained.com
Immagine di copertina: Concept Upcycling alimentare
