La raccolta differenziata in Italia è divenuta obbligatoria dal 2015, con l’entrata in vigore del decreto legislativo n. 205/2010 ma non viene organizzata allo stesso modo in tutte le regioni, anche se si possono individuare delle regole comuni sul corretto smaltimento dei materiali. Come per esempio il caso dei cartoni della pizza, che se sporchi non vanno nella carta ma nel secco, così come gli scontrini dei negozi..
La gestione dei rifiuti cambia molto da città a città, a seconda del numero di abitanti, dell’estensione del suo territorio, della presenza di discariche, inceneritori e centri di smaltimento, spesso cambiano il colore dei contenitori utilizzati o dei sacchi per la raccolta ma sicuramente non cambia la tipologia dei sacchi.
Purtroppo oggi arrivano cattive notizie a riguardo della qualità della raccolta in modo particolare di rifiuti organici che pare stia “peggiorando”: ancora oggi, nonostante il divieto il 30% dei sacchetti utilizzati per raccogliere l’organico è in plastica.
Lo ha affermato il direttore generale del Consorzio italiano Compostatori (Cic), Massimo Centemero, in un’audizione alla commissione parlamentare Ecomafie sul tema dei traffici illeciti delle buste di plastica.

Centemero ha spiegato che “non sono più shopper o sacchetti per ortofrutta ma stanno diventando altri tipi di plastica come i rotolini che si prendono al supermercato.Si tratta di sacchetti in plastica tradizionale impiegati per la raccolta dei rifiuti indifferenziati”.
Il Cic ha quindi sollecitato quindi “politiche attive per definire e monitorare la qualità delle raccolte differenziate di rifiuto organico” e suggerito di “incentivare campagne comunicative sulla raccolta differenziata del rifiuto organico”.
Ogni punto di peggioramento della qualità dell’umido comporta costi aggiuntivi di 50 milioni di euro e i corpi estranei nell’umido sono saliti a oltre il 6%, in peggioramento dal 4,8% circa del 2014-2018.
E’ necessario ricordare che l’utilizzo di sacchetti di plastica e il conferimento di questi nella raccolta dell’umido costituisce una impurità nel processo di compostaggio, perchè i sacchetti di plastica impiegano decine di anni a sfaldarsi nell’ambiente, mentre l’umido e il sacchetto biodegradabile in 90 giorni viene trasformato in fertilizzante.
