Una grande parte dei nostri rifiuti è composta dalla cosiddetta “frazione umida”, ottima base di partenza per poter produrre in autonomia un ricco compost Fai-da-te.
Una volta acquistata una compostiera o chiesta all’azienda che raccoglie i rifiuti nel proprio comune, il primo passo è scegliere una giusta collocazione per favorire il processo di compostaggio.
La struttura andrebbe sistemata idealmente sotto un albero che garantisca ombra d’estate e sole d’inverno per poter preservare il materiale che dovrà gestire il terriccio per molti mesi.
Che tipo di rifiuti alimentari possiamo inserire nel compost? Scarti di frutta e verdura cruda o cotta, i gusci delle uova, i formaggi, gli insaccati, il pane, i fondi di caffè, i filtri di tè, ma anche le piante da vaso, l’erba tagliata, la cenere, i rami e i trucioli di legno, i tovaglioli e i fazzoletti di carta.
Scarti da inserire con moderazione, poiché possono provocare odori e attirare animali: resti di pesce e carne, e sempre in piccola quantità, perché lenti a degradarsi, bucce di agrumi e fogliame di alcuni alberi come quercia e pioppo.

Cosa non va inserito? Noccioli, ossa e gusci di noce perché hanno tempi lunghi di deperimento, carta stampata o plastificata, tetrapack, tessuti tinti e tutto quello che non è biodegradabile.
Come inserire nella compostiera i rifiuti? E’ sempre meglio che siano divisi in piccoli pezzi o sminuzzati ed è necessario mantenere un equilibrio tra la quantità di quelli umidi e di quelli secchi.
Se il compost dovesse risultare troppo secco è necessario idratarlo, non bagnarlo perchè non deve esserci acqua stagnate sul fondo. Se al contrario dovesse essere troppo umido, sarà meglio aggiungere elementi secchi.
È consigliabile, periodicamente, rivoltare e rimescolare il compost per ossigenarlo.
Il compost sarà pronto per essere utilizzato dopo circa 4-6 mesi (la durata di un ciclo di compostaggio) quando avrà l’aspetto di un terriccio uniforme dal colore scuro e dalla consistenza soffice.
