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Rifiuti_elettronici

Dai rifiuti elettronici alle materie prime

Aprile 22, 2022 |

Arrivano buone notizie dai dati diffusi da Erion Weee, consorzio del Sistema Erion che ha lanciato un appello per migliorare la gestione dei rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche domestiche e professionali (Raee): dal riciclo di 1.000 tonnellate di rifiuti elettronici domestici (dalle lavatrici ai telefonini) si possono ricavare circa 900 tonnellate di materie prime seconde, equivalenti al peso di 2 Freccia Rossa. 

Sono materie semplici come ferro, alluminio, rame e plastica ma anche cobalto, palladio e litio utili all’industria dell’elettronica e che, purtroppo, in natura sono materie che noi al momento importiamo dipendendo da regimi che oggi sono poco disposti a concedere qualcosa. I Raee da soli non saranno sufficienti a cambiare la situazione ma sarebbero un passo importante nella direzione giusta, secondo gli esperti.

In questo periodo storico più che mai le materie prime hanno segnato incrementi di valore a doppia cifra (+105% per il ferro da settembre 2020 a luglio 2021; +74% per l’alluminio in 12 mesi), per cui il settore del riciclo dei rifiuti elettronici domestici assume un ruolo strategico per l’economia circolare.

Come abbiamo già detto, il potenziamento del riciclo non è una risorsa solo in termini economici, ma ha anche un deciso e netto impatto ambientale. L’adozione di metodologie idonee di trattamento permette di evitare l’emissione in atmosfera di quasi 7.000 tonnellate di CO2eq e di risparmiare oltre 1,5 milioni di kWh di energia ogni 1.000 tonnellate di Raee gestiti. Per migliorare la gestione di questi particolari rifiuti, resta poi la necessità di controllare e sanzionare con maggiore efficacia i flussi paralleli di raccolta.

L’Italia è purtroppo in ritardo rispetto ai target di raccolta dei Raee fissati dell’Unione Europea. Dovrebbe essere il 65% dell’immesso sul mercato, pari a più di 10 kg/abitante, ma ad oggi siamo a poco più di 6 kg. 

La carenza di materie prime crea conseguenze evidenti su tutti i comparti industriali. Per questo intervenire sulla filiera sarebbe una mossa strategica sotto il profilo dell’economia circolare. Ad oggi, siamo arrivati a raccogliere 385mila tonnellate di Raee ma la comunità europea dice che il target è superiore alle 600mila tonnellate. Questo vuol dire raccogliere circa 11 kg all’anno per abitante che rispetto ad oggi significa raddoppiare sostanzialmente le quantità gestite. 

Si tratta di un potenziale enorme se consideriamo che da 100 Kg di Raee si ricavano oltre 90 Kg di materie prime seconde. Se riuscissimo, dunque, a raccogliere le oltre 600mila tonnellate, come ci chiede la comunità europea, potremmo mettere sul mercato 550mila tonnellate di materie prime seconde.

«Abbiamo di recente lanciato un bando come Italia per quasi 1,6 miliardi per nuovi impianti di circolarità», ha ricordato il ministro della Transizione ecologica, Roberto Cingolani, in un videomessaggio per la presentazione del “Libro Bianco sui Raee” condiviso dagli attori del Sistema Raee italiano. 

«Sono impianti che ci consentiranno di riciclare sia materiali organici che inorganici per produrre gas, carburanti sintetici e compost. Stiamo facendo un grande investimento sull’acqua che perdiamo insensatamente ma circolarità vuol dire avere anche una strategia molto seria su come riciclare i nostri prodotti». 

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